L’accessorio indispensabile per la bici da corsa

Sul nostro sito abbiamo parlato a più riprese di accessori per le biciclette, di come essi si differenzino e si adattino ai diversi tipi di ciclisti. Ma se volessimo stilare una classifica, quale sarebbe l’accessorio per eccellenza più importante?

Per trovare una risposta a questa domanda, è innanzitutto essenziale capire a cosa ogni persona dà importanza. Per un ciclista potrebbe essere importante macinare più chilometri possibili, per un altro tenere sotto controllo la propria massa magra o il battito cardiaco.

Nonostante le differenze che si possono trovare tra i vari ciclisti, c’è una necessità che li accomuna tutti e che spesso viene sottovalutata, motivo per cui l’accessorio più importante è spesso quello meno considerato.

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Il casco, l’accessorio più importante

Esatto, e non temete: non stiamo facendo il classico discorso da mamma che insiste affinché il proprio figlio indossi una canottiera. Il casco, spesso perché figli di una cultura sbagliata che ereditiamo da giovani, viene bistrattato ma la sua presenza è essenziale al fine di garantire l’incolumità del ciclista su strada, soprattutto se pedala su una bici da corsa.

La velocità media di pedalata è di circa 24/27 chilometri orari, la quale già rappresenta un impatto doloroso nel caso di una caduta improvvisa, ma il vero pericolo per un ciclista è costituito dalle auto con cui condivide la strada.

Infatti, nonostante l’ideale sarebbe potersi muovere su delle piste ciclabili, queste non sono presenti ovunque e spesso è necessario spostarsi sull’asfalto accanto a dei mostri a motore.

Sebbene la bicicletta sia ben più sicura di una moto o di un’auto in termini di mortalità (una possibilità su 4919 rispetto a una possibilità su 84 nel primo caso), questo non vuol dire che si debba gettare al vento la propria sicurezza.

Per questo, insieme alle luci e agli accessori catarifrangenti, il casco deve essere la priorità di ogni ciclista per non rientrare tra le ottocento vittime che si contano ogni anno (solo negli Stati Uniti). Si stima che in Italia, ogni due giorni, ci sia una vittima sulle due ruote.